Il Granchio di Simone Mazzei, pubblicazione dell’aprile 2017, a mio parere, più che definibile giallo, è un romanzo breve di carattere poliziesco.

Il romanzo giallo prese questa definizione dalla collana dei Gialli Mondadori di genere noir e poliziesco, pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore dal 1929, ma in realtà si può definire meglio come poliziesco un racconto quando, oltre alla descrizione della scena del crimine e dei personaggi coinvolti, ha come ruolo centrale anche la narrazione e la spiegazione delle indagini che portano alla luce tutti gli elementi del crimine avvenuto.

Ed è così in questo libro di Simone Mazzei che prende il titolo come pretesto da questo animale strano: il granchio, che nei vari capitoli assume diverse applicazioni e relativa diversa importanza.

La narrazione apre con un susseguirsi di periodi accostati, che altro non sono che pensieri i quali preparano la scena centrale della storia.

Più che raccontare l’autore invia brevi flash che in realtà non descrivono ma lasciano immaginare, anche i vari personaggi non sono descritti come in un qualsiasi racconto.

Al primo capitolo troviamo i personaggi del Mister e dell’amica Lucy e di quest’ultima l’autore nella sua narrazione ci dice soltanto che è una sportiva dal sedere piatto. I periodi, per come sono scritti, ci fanno saltare leggendoli da un ambiente all’altro, al punto che dal parco con Lucy ci ritroviamo al bar intenti a chiacchierare con l’avvenente cameriera, per catapultarci poi, materializzati improvvisamente, nel letto, sotto la pesante coperta.

In flash back conosciamo Sarah e la piccola Martina autrice del disegno del granchio di copertina.

Al terzo capitolo invece siamo già al molo, con due amici pescatori che prima al bar stavano parlando di calcio, dove riconosciamo l’ultima parola: “granchio”.

Della coppia al ristorante, del capitolo seguente, sappiamo che la donna è un magistrato che gusta gioiosamente i suoi spaghetti alla polpa di granchio, tanto per rimanere in tema. Anche l’autore qui confessa che la sala del ristorante <era come invasa da un alone di punti interrogativi>.

Il comandante dei carabinieri Marchisio non è il solo uomo delle forze dell’ordine che è impegnato alla risoluzione del caso di omicidio, sono impegnati in esso anche altri sottoposti e non, tra cui la figura determinante dall’ingegno spettacolare è la giovane figlioletta Micol che colpita da una grave malattia al cervello ha sviluppate in sè le qualità di un’ intelligenza fuori dal comune <questo tumore che l’aveva colpita e di cui non si conosceva pressochè nulla aveva accellerato al massimo le proprie qualità mentali, la sua capacità cerebrale>.

L’autore Simone Mazzei sembra essere portato a questo tipo di narrazione dove uno o più personaggi lottano per fare emergere la giustizia, egli stesso nel momento creativo è come se entrasse nei suoi personaggi, creati a sua misura d’uomo il quale ama proteggere il prossimo anche nella vita reale.

 

Flavia Vizzari – Presidente Asas (Messina).

 

Ecco cosa riporta, a pag. 51, la rivista “Writers magazine Italia” (La rivista di riferimento per chi scrive) nel suo ultimo numero (51 – maggio 2018 – anno XIV). La Redattrice infatti si esprime così sul mio ultimo romanzo giallo.